AGONISTICO

Il karate agonistico è "un'invenzione moderna". Inizialmente infatti il karate veniva insegnato come disciplina in sè e non finalizzata alla competizione. Al giorno d'oggi invece moltissimi sono gli atleti che seguono allenamenti fisici e tecnici specifici per tale scopo.

L'attività agonistica, che generalmente non riguarda atleti di età inferiore ai 12 anni, ha un fitto regolamento che può variare a seconda delle federazione o dell'ente sportivo a cui si è affiliati. A livello mondiale le competizioni sono gestite dalla WKF (World Karate Federation) e anche se questa disciplina è stata inserita in una sola occasione tra gli sport olimpici, ci sono varie competizioni di forte rilevanza a livello internazionale e mondiale. In Italia, invece, la federazione principale è la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali). 

Le competizioni si svolgono su tappeti (tatami) di dimensioni di circa 100mq e spessi dagli 1 ai 3 centimetri. Come nella pratica tradizionale, anche nel karate sportivo, bisogna far distinzione tra gare di kata e kumite in quanto ognuna delle due specializzazioni necessita di un diverso regolamento.

GARE DI KATA

Prevedono competizioni individuali o a squadre di tre elementi (kata team). Durante le gare possono essere eseguiti kata di diversi stili i  quanto la suddivisione in categorie nel kata si seguono utilizzando come criteri l'età ed il sesso. A seconde dei vari regolamenti le competizioni possono prevedere eliminazione diretta o valutazioni a punteggio. Le gare in team possono prevedere talvolta anche il bunkai, ovvero l'applicazione delle tecniche eseguite nel kata.

GARE DI KUMITE

 Il combattimento, kumite, è rappresentato invece dall'incontro tra due avversari muniti di adeguate protezioni, che possono variare a seconda delle categorie definite per età, sesso e peso e dei regolamenti. Il combattimento è vinto quando: si è in vantaggio e scade il tempo, prima dello scadere del tempo si è ottenuto un certo divario di punteggio oppure per squalifica o abbandono dell'avversario.